Chi siamo- Breve storia della società

Raccontare e sintetizzare la storia di una società sportiva ultraottuagenaria, in pochi tratti, non è un 'impresa semplice. Tanto più lo è per l 'Alense che era una realtà ben radicata nel tessuto socio culturale di Ala già antecedente al primo conflitto mondiale. Inevitabili tagli e dimenticanze che accompagneranno in questa breve ma intensa carrellata relativa della nostra amata società. Tuttavia il tutto non può prescindere dal considerare l'Alense, patrimonio comune di tutta la comunità di Ala e dell’ intera Bassa Vallagarina. Una società fatta di uomini e donne che hanno offerto alla causa sportiva non solo il tempo libero ma vi hanno profuso le loro migliori energie. È merito di tutti costoro se il faro dell 'Us Alense irradia, da quasi un secolo, luce e gioia sportiva all'intera comunità.
La bella favola e le origini della società risalgono al settembre del 1910 quando venne presentato ufficialmente il vessillo del neonato «Veloce Club Alense». In verità non si trattava solo di un'associazione puramente sportiva, anzi Polisportiva, ma anche e soprattutto essa aveva insita nel suo DNA una forte valenza sociale.

Infatti le combattute gare ciclistiche, podistiche, di palloncina, sciistiche dei primordi si completano con allegre feste campestri, scampagnate od escursioni per gli appassionati alensi. È solo nel 1921, subito dopo il primo grande conflitto mondiale, che nacque ufficialmente la squadra di calcio. Nel corso del ventennio fascista le varie sezione confluirono nell'Opera Nazionale Dopolavoro ed anche il settore calcio convisse con le altre discipline. Il primo campo sportivo della società era situato presso la stazione ferroviaria su un terreno affittato dalle ferrovie dello Stato. L'organizzazione della società era «primitiva» ma l 'entusiasmo e la convinzione erano di primo ordine. Purtroppo lo scoppio della 2° Guerra Mondiale affievolì nei cittadini lo slancio e la voglia di fare sport. Tuttavia fra il 1943 ed il 45, in piena occupazione nazista, l 'Alense cercò di donare alcuni momenti di speranza a coloro che erano rimasti in città (ragazzi ed anziani) organizzando partitelle con i soldati di stanza ad Ala. Il dopoguerra fu per tutti, compresa la comunità della Bassa Vallagarina, molto critico e difficile sotto tutti i punti di vista. Tuttavia, ancora una volta, l'Alense giocò un ruolo ludico sportivo determinante nella sua comunità. L'attività calcistica agonistica ripartì nel 1946.
È di quel periodo l 'ultima partita giocata in maglia biancoceleste del mitico «Ciccio» al secolo Alfredo Sandri, inimitabile e storica bandiera della Sportiva, che alla verde età di quarantaquattro anni, giocò, sempre correttamente e con stile come aveva fatto in tutta la sua carriera, la sua ultima partita nelle file dell 'amata società. Un passo importante in campo giovanile viene compiuto nel 1947 quando i giovani tesserati dell 'Unione Sportiva Aurora passano al completo nelle file dell 'Alense. A fine degli anni quaranta e precisamente nel campionato 1948/49 inizia il decollo societario contestualmente all 'iscrizione al torneo di 2°categoria. Al termine di quell 'anno la squadra ottiene il 1° trionfo.
Tuttavia è negli anni cinquanta, con l 'avvento di un certo benessere sociale che il calcio alense convoglia e richiama nelle sue fila buoni giocatori ed un sempre maggior consenso societario. Nel corso degli anni cinquanta la partecipazione ai campionati di I° categoria (l'attuale Promozione) è ricca di soddisfazioni.
La stagione 1954/55 vede l'Alense tentare l'avventura nel Campionato di Promozione (attuale Eccellenza). Va male ma l 'esperienza serve per il futuro a temprare le menti ed i cuori dei protagonisti.

Si entra negli anni sessanta, quello dell 'italico miracolo economico. L'Alense, targata Slanzi, entra a buon diritto nell 'elite del calcio regionale dove si comporta con grande onore. Di più, sotto l'abile regia del presidentissimo Carlo Mutinelli si tocca il paradiso con un dito (la serie D ndr). Ma andiamo con ordine. Finalmente nel 1963 Ala si dota di un nuovo campo sportivo il ‘Ger’, più funzionale e adatto del vecchio e glorioso campetto alla Stazione (lo stesso impianto subisce un decisivo ritocco e cambia fisionomia nel 1988 con la creazione dell 'attuale ed efficente struttura). È il decennio d 'oro dell'Alense che approda in serie D al termine della stagione 1965/66 e vi rimane, ben cinque stagioni, con una sola interruzione nelle annate 1969/70 e 70/71 dove rientra nei ranghi regionali.

Purtroppo, in seguito si assiste ad un lento declino. Infatti nel decennio a cavallo fra gli anni settanta ed ottanta ed il successivo, la società è in evidenti difficoltà.
Vive una travagliata crisi d'identità. Gli appassionati alensi dal palato fine, abituati al dolce (serie D) mal digeriscono la caduta nei campionati nostrani e seguono sempre la società, ma con minor attenzione e intensità che nel passato. Ad Ala, il presidente Alberti, succeduto a Mutinelli, getta la spugna e passa il testimone a vari colleghi: Bruno Donati, Lucio Amerio, Franco Foss, Pierluigi Zambelli, Luigi Robol, Eduino Giovanelli. Poi arriva il lungo «interregno» di Tiziano Mellarini (12 anni) intervallato da Dante Pasqualini, Ivo Baroni e seguito ancora da Giovanelli. Purtroppo a nulla servono gli encomiabili sforzi dei primi responsabili, presidente Tiziano Mellarini in testa, di riportare i biancocelesti in alto. Ogni anno qualcosa va storto e «Madama Maledizione» sembra trovare terreno fertile ad Ala. Il periodo delle vacche magre finisce con l 'avvento del giovane presidente Massimo Candio (1998/99) che come molti suoi predecessori ha rivestito la casacca sociale prima di rivestire quella di primo responsabile del club. In cinque anni ripartendo dalla 1° categoria si risalgono tre posizioni, si vince un Trofeo Regione e finalmente nel campionato 2001/2002, dopo quindici anni di assenza c'è il trionfale ritorno nel massimo campionato regionale. 
       
Ora la società Alense lancia una sfida, prima che agli altri a se stessa: vuole consolidarsi in Eccellnza. L'obiettivo non è semplice da centrare, vista l 'agguerrita concorrenza, ma non impossibile da raggiungere. L'entusiasmo unito ad una accresciuta maturità e professionalità del gruppo dirigente, col presidente Massimo Candio in testa, forgiato nelle difficoltà è una garanzia per tentare di compiere, a breve o medio termine, un ulteriore salto di qualità soprattutto a livello di settore giovanile
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